Venetia Victix

Cerca

Vai ai contenuti

Sepomaya Viva-Umago

Galleria > Eventi 2007


Continua la nostra collaborazione con l'Istituto Ars Dimicandi. Oltre ai Gladiatori storici come Leo, Caivs e gli ormai affermati Valoi e Titus, il 2007 è l'anno in cui altri Veneti hanno l'occasione di entrare a far parte del mondo gladiatorio. In particolare si distingue Sekene, destinato ad entrare in pianta stabile nella rosa dei Gladiatori di Ars Dimicandi ma un po' per necessità, un po' come premio per la fedeltà dimostrata anche Nero ha la possibilità di cimentarsi nei ludi gladiatori, anche se soltanto come riserva in caso di defezioni di altri Gladiatori più forti e di maggior esperienza.

Sekene e Nero vanno ad Umago, in Istria, come Legionari di Ars Dimicandi. Sanno che dovranno montare il campo, addestrarsi, marciare ed esibirsi in piazza per i turisti che hanno scelto di trascorrere le vacanze nella famosa località istriana. Al massimo saranno impegnati in una sportula militare, cioè uno scontro fra Legionari. Una volta giunti ad Umago, a causa delle defezioni di alcuni Gladiatori, vengono chiamati in causa per sostituirli. Perderanno entrambi gli incontri ma intanto hanno debuttato, sono stati battezzati con il ferro. Da quella piazza inizieranno un percorso che li porterà, forse un giorno, a combattere in un'arena romana.
Questo evento sarà ricordato anche per due episodi curiosi. Quando gli abitanti del posto chiesero cosa facessero dei Legionari ad Umago, il Nero rispose prontamente:
- Siamo venuti a riprenderci l'Istria.
L'ultimo giorno di permanenza ad Umago, fu Rufus a guidare la marcia di commiato per le vie del centro cittadino, visto che Dario e Leo erano dovuti partire per Cinecittà.
In barba alla diplomazia ed alle convenzioni internazionali schierò i suoi Legionari di fronte al campanile con l'effigie del Leone di San Marco, fece estrarre i gladi ed ordinò di tributare il saluto militare al Leone. Non solo i Veneti ma tutti i Legionari gridarono "LEON" e l'eco squarciò il cielo, rimbombando fino a Venezia. Sono queste le cose per cui vale la pena vivere.


Menu di sezione:


Torna ai contenuti | Torna al menu