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Il Duello - III parte

I Cigni del Sole > La Dottrina Segreta del Duello

LA DOTTRINA SEGRETA DEL DUELLO
Terza parte


Non voglio i miei canini sporchi di questo sangue,
non posso nutrirmi di questa vita falsa e belante.
Non voglio pecore sotto i miei denti!

(Il Lupo. Tratto dal libro Frammenti di Danilo Lazzarini)


L'uomo inferno-guerriero lupo, l'uomo superno-eroe… manca il sublime, colui che conoscendo l'esistenza comprende che essa è divenire, e sa che la conoscenza del divenire porta alla conoscenza dell'esistenza…il divenire, proprio perché "diviene" porta con sé l'idea del cambiamento.
Conoscere il divenire è smascherare il cambiamento il quale o si subisce o si controlla.
Il controllo-dominio porta quindi alla conoscenza, al dominio della paura e all'annullamento della violenza.
La vittoria è la padronanza del divenire…
Cosi avevamo chiuso la nostra trattazione nel numero precedente, indicando la presenza del Sublime facendola emergere come sfondo, più come intuizione che fattiva e solida presenza tra coloro che si muovono sulla via sacra del guerriero.
Il sublime si sgancia dall'essere aggettivo e assume il valore di "
Ente"; il sublime è una realtà dotata di propria vita che cammina a fianco di tutti coloro che perseguono la via sopra detta, ne detta le leggi e traccia il solco che ne determinerà la comprensione.
Il sublime, nella sua immobile trascendenza, aspetta di rivestire colui che meglio saprà "indossarlo"…
Il sublime "è", e non è possibile che sia di meno!
La discesa, con l'abbandono della famiglia degli uomini e della individualità, rende
l'uomo-inferno una temibile fiera, ma niente di più.
Tanto forte in battaglia quanto debole nella società degli uomini perchè in quanto mezza belva è anche mezzo uomo e, in quanto mezzo uomo, risulta incapace di sostenere il confronto con gli altri uomini.
L'ascesi che conduce all'eroe, è un'ascesi incompleta perché relativizzata alla fedeltà ad alcuni splendidi e accecanti valori che trasformano l'eroe, ovvero l'uomo superno, in una lucida superficie capace di rifletterne la luce ma non di illuminarsi di propria sponte…L'Eroe è più di un uomo ma non è ancora Dio e quindi non può sedere di diritto al tavolo degli Dei.

L'eroe è Achille.

Sua madre era Teti e prima di Achille, aveva avuto sei figli, per ognuno di essi aveva cercato di eliminare dal loro essere gli elementi mortali portati da Peleo, cercando quindi di farli salire sull'Olimpo. A questo scopo, lei li immergeva in un lebete, o secondo altri li immergeva nel fuoco. Quando venne al mondo Achille, prevedendo ciò che avrebbe fatto allora la moglie, Peleo vigilò e vide Teti in procinto di mettere in opera il suo esperimento pericoloso e, per evitare una separazione dal figlio, le strappò il bambino, ma solo dopo che quasi l'intero corpo tranne il tallone con il quale lo sorreggeva venisse bruciato e cosparso di ambrosia.
La madre tentava di eliminare la parte "umida", la parte corruttibile dell'essere umano, trasformando, qualora ci fosse riuscita, il figlio in un essere olimpico.
Achille fu il più grande degli eroi, ma pur sempre solo un eroe, la patria olimpica gli fu negata.


Il sublime appare attraverso il cambiamento, o meglio attraverso lo"svuotamento" che avviene mediante il perseguimento della via iniziatica che passa per la lotta e conduce all'Eterno Essere.
Il sublime s'imbibisce quando, come una spugna l'essere è spremuto e svuotato della parte"umida", al rilascio della stessa, essa lo assorbe riempiendosi le cavità altrimenti colme di altro, che altro spazio non avrebbero concesso.





Ed è qui che allora appare l'uomo-sublime, quello che la tradizione indica come Il CIGNO.
Il
Cigno, si trova sulla figura (in proiezione) a metà della retta su cui è posto l'uomo-inferno e l'uomo-superno, ma su di un altro piano!
Non è legato al branco e non rinuncia alla sua individualità, non è succube di alcuni valori è non li interpreta.
L'uomo Cigno diventa "il Cigno" e ne assume tutti i significati e ne diventa il
significante.
Il Cigno è simbolo del mondo prima della caduta, simbolo dell'universo che armonizza gli estremi e che contiene l'espirio e l'inspirio del mondo.
Il cigno contiene l'essenza del mondo prima dell'età dell'oro, perché anche l'età dell'oro è una caduta…
E' una discesa dall'uno al molteplice e l'oro, se pur il più nobile dei molteplici, non è più "l'uno".


Così il mondo a cui allude la simbologia del cigno è il mondo perfetto simbolo dell'uomo perfetto e, dato che la perfezione come tutti gli assoluti non è data "per gradi": la perfezione è o non è, così l'uomo perfetto può dire:
Io sono Dio!
Tra l'altro, nell'Induismo è Hamsa,
Cigno, il nome della razza primordiale e polare all'origine di questa umanità.

HAMSA:


Il nome Hamsa deriva dal termine sanscrito che significa "cigno" e simboleggia il Sé eterno, ossia l'anima individuale che erra in questo mondo alla ricerca dell'immortalità. Il termine è composto da Ham (o Aham) e Sa (Ha), traducibili con la frase "Io" (sono) "Quello", (dove "quello sottintende Dio. n.d.a )che rappresenta l'identificazione del Sé individuale con il Sé Supremo, principio rintracciabile anche in uno dei più noti detti Vedici: "Io sono Brahman". Hamsa, quindi, è una parola sacra, scelta per indicare simbolicamente il profondo spirito non-duale





E ancora:


(Ali per la libertà - Il viaggio dell'Anima)

Hamsa Yoga, la Via Del Cigno Bianco, è l'Evoluzione della Coscienza Umana, la più grande avventura mai intrapresa dall'umanità al cui paragone anche le più grandi conquiste dell'umanità diventano insignificanti. Questo processo è yoga. Nel cervello umano esistono i ventricoli laterali che hanno la forma di un cigno in volo con le ali proiettate in avanti e la testa che punta all'indietro come se il cigno volasse, più veloce della luce, indietro al futuro.

E così il guerriero
Cigno, diventa calice, recipiente, paragonabile a l'atanor alchemico dove avviene, con l'aiuto del mortaio della lotta, la trasformazione della materia attraverso la materia sublimandola e… accettata questa grazia, il Cigno, può portarsi con lo sguardo nello spazio-tempo oltre il mondo delle apparenze, nel cosiddetto tempo del sogno.
"Come se il cigno volasse, più veloce della luce, indietro al futuro"…
Indietro al futuro avanti nel tempo, e cos'è un guerriero se non colui che sa vedere la luce anteriore nel tempo e nello spazio?
Si lasci la pura tecnica e la forza all'eroe od all'uomo-lupo.
Nella loro realtà, in effetti, è la quantità che conta e che regna sovrana.
Il guerriero-cigno pur non difettandone, di quantità intendo, è rivestito di qualità.
Non sarebbe altrimenti possibile prevalere e parlare di mistica crescita divina dell'uomo che persegue la via del guerriero, se tale via fosse esclusivamente "quantificabile": più peso, più tecnica, più forza.
In realtà la via di cui si parla e quasi esclusivamente "qualificabile" ed il suo prevalere sulle vie qui indicate come "inferiori", si basa sulla percezione di "ciò che sta avvenendo" un attimo prima che ciò avvenga, situandosi in uno spazio-tempo dove lo spazio ed il tempo pur essendo simili al mondo in cui si agisce risultano sfasati in un continuum di "antecedenza".

(Il valore iniziatico delle fatiche di Ercole)
ESORTAZIONE


"Questa è la tua ultima fatica , o Ercole, prima della liberazione, andrai da Gerione,
mostro a tre teste che tiene illegalmente con sé una mandria di buoi dal colore rosso.
Conducili alla Città Sacra e libererai così, insieme a te stesso, anche il mondo dagli
istinti inferiori che impediscono il progresso sulla Via.
Ora l'umanità, il mostro violento, è pronta per essere salvata: sei Tu, che hai superato
ogni prova, il Salvatore del Mondo.
Tutto è compiuto."


Scritto benissimo nel libro sopra indicato, sottolinea il cerchio che si chiude:
la sublimazione dell'essere uomo in un uomo Sublime che, trovandosi ora in un piano diverso, diversamente ora valuta le cose del mondo: inscritto nell'eterno è ora figlio consapevole dell'assoluto.
La lotta, il duello rituale,
FU È e SARÀ uno dei mezzi con cui l'essere umano, specie nella cultura dell'occidente, ritrova la strada verso la sua vera essenza:
-
Figlio del tutto, Fratello di Dio.

Ora tutto è come doveva essere!



Danilo Lazzarini "Leo"


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