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IL POPOLO VENETICO
Autore: Messer Nero


Narro leggenda di migrazione misteriosa
Forse atlantidea di una razza gloriosa
Attraverso la via dell'ambra viaggiava
Una nazione mai doma, mai schiava
Né dell'onnipotente romano imperatore
Né del feroce barbaro invasore
Discendente dal Cimmero cavaliere
L'opitergino eccelso fromboliere
Figlia della potente Sarmata tradizione
Già allora l'Europa divenne una nazione
Da est, al mare di mezzo, fino all'Atlantico
Domina ovunque il forte popolo Venetico.



...e quando l’aquila ferita si ritrasse nell’empireo, si chiusero a quadrato e sopra una palude di fango e canneti conservarono il seme.

La palude divenne sorgente, lucida roccia il fango, I canneti si ersero ad alberi maestri e l’aquila divenne leone.
Gloria a te, città del leone.
(da "Memorie del futuro" di Leo)

25 Marzo 421 … era un lunedì … La forza s'incarnò nella potenza e la palude generò le pietre. Viva Venexia, Viva San Marco!


Leo

NEL BOSCO DI LAGOLE

Nel bosco di Lagole rimbombano passi
Di guerrieri venetici in colonna armati
Ci dirigiamo presso la dea della fonte
Cantando canzoni di guerra e di morte.
portiamo a casa i corpi dei nostri fratelli
Che dalla battaglia non son più tornati
Ma le loro anime sono vive nel bosco
Guardandomi attorno, io le riconosco.
Accompagnano il corteo mille donzelle
Anguane, pitonesse, sibille ed ancelle.
Alla testa della colonna cammina Leo
Sicuramente ha perso qualche fradeo
Suona il tamburo del prode Verkvaloi
Si risveglian gli spiriti cantano con noi.
Respiriamo la magia di questo luogo
Dove anche nell'acqua nasce il fuoco
Sanguina il cuore della nostra nazione
Per le vite spezzate durante la tenzone.
Al cospetto della dea non ci inchiniamo
Un vero soldato non dovrebbe mai farlo
però offriamo in dono il nostro sacrificio
senza chiedere indietro alcun beneficio
gli Dei prescelgono gli eletti senza fretta
così fan pure Giunone, Ecate ed Elettra
chiamano a sé i migliori soldati venetici
restituendo in cambio salute e benefici.
Con il morale alto e lo spirito rinfrancato
Lascia il bosco di Lagole il prode soldato.
Se ne va via e forse non tornerà mai più
Qui si narrano le sue gesta e la sua virtù.



Messer Nero, aprile '12


Presto su questo sito troverete le recensioni
dei libri appena usciti di Leo e Nero.

L'IDEALE ITALICO

Il mio cuore insanguinato
pare quasi abbiamo dimenticato
fu per il valore delle Legioni
che oggi non siamo musulmani
annegati nel fiume trebbia
la Storia di loro menzione abbia
l'onta che altri popoli italici
li costrinsero ad immani sacrifici
caddero contro il Cartaginese
disceso dalle alpine sponde scoscese
porta morte, sgomento e terrore
l'orda celtica con il barbaro invasore
questione d'onore nei nostri intenti
come le gesta degli eroici combattenti
la legione si schiera a battaglia
per l'ideale che domani si chiamerà Italia
sia d'esempio per ogni meschino
l'italico sacrificio sulla Trebbia e sul Ticino
liberati i popoli padani
da Caio Mario ai campi raudii
dalla compagine nemica
seppur di pura stirpe germanica
giungono con mogli e prole
forse arrivano dall'isola di Thule
spesso appaiono incarnati
in forme di animali rappresentati
creature erranti sbucano fuori
neanche te ne accorgi quando muori
nella selva presero l'insegna
senza profondere onore nella pugna
sulle sponde di una collina
per mano della legione inizia la rovina
macchina da guerra perfetta
fugge il Re quanto l'onore gli permetta
alla testa cavalca il Generale
nasce l'Impero Romano Occidentale


Messer Nero, aprile 2012




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